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Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni

LE TELE

LE TELE
È indubbio che la Chiesa Matrice sia anche uno scrigno di arte, conservando all’interno un notevole patrimonio pittorico. Appena entranti nel vano della Chiesa, ecco sul tamburo d’ingresso un quadro di Domenico Pinca (Mesagne 1746 ca. – 1813): è una tela mistilinea che raffigura “Gesù Cristo che scaccia i mercanti dal tempio”. È un olio (cm 186 x 400) del 1770 siglato “D.P.”
Sempre al Pinca si deve il quadro posto sul primo altare a sinistra, entrando. Si tratta di una tela devozionale che raffigura la “Madonna con Bambino e Santi Lucia M.,Lorenzo M., Antonio Abate, Agostino e Rocco (cm 260 x 70). Proseguendo sullo stesso lato, ecco l’Assunzione di Maria, opera di Saverio Lillo (Ruffano 1708 -1789)a sinistra. È un olio su tela (cm 266 x 170) firmato e datato che ha attirato l’attenzione degli studiosi.
Proseguendo, prima della porta laterale della Chiesa, si trova un’altra tela del mesagnese Domenico Pinca , un olio su tela (cm 261 x 165) siglato “DP”, che raffigura la “Pentecoste”.
Il transetto ospita tele notevoli. Nel lato sinistro sono conservate due tele di considerevoli dimensioni (entrambe misurano cm 530 x 328), di Ignoto pittore pugliese e raffigurano, rispettivamente la “Visitazione, San Nicola di Mira, S. Agostino” e la “SS. Trinità, Maria Vergine, S. Michele Arcangelo e le anime purganti”. Sull’altare è posta invece una tela ovale di Domenico Pinca, alla quale secondo la tradizione mise mano anche l’allieva mesagnese Teresa Dello Diago. Si tratta di una “Ultima Cena “ (cm 370 x 233), tela siglata “D.P.” e documentata già nel 1771.
Sull’altro lato del transetto, la tela che rappresenta il compendio della tradizione pittorica locale. È l’Adorazione dei Pastori (olio su tela 600 x 328), iniziata da Giampietro Zullo (Mesagne 1557 – 1619), sulla quale intervenne anche il nipote Andrea Cunavi (Mesagne 1586 – Ostuni post 1626) e, successivamente, Domenico Pinca (Mesagne 1746 ca. 1813).
Sull’altare c’è invece la Madonna del Carmine (olio su tela cm 376 x 257) realizzata da Giuseppe Bonito (Castellammare di Stabia 1707 – Napoli 1789). L’opera reca l’iscrizione “Ios Bonito /MDCC(L)XXXVI”
Proseguendo, nella navata della chiesa, con le spalle all’altare maggiore e guardando a sinistra, troviamo, di Ignoto Copista del Coppola, l’olio su tela che raffigura “S. Oronzo Vescovo e Martire” (cm 256 x 167) del 1660 ca, nonché il “Martirio di San Pietro”, olio su tela (cm 251 x 160) risalente al 1770-1771, siglato “D.P.” e quindi anch’esso opera del mesagnese Domenico Pinca.
Nella sacrestia e negli altri locali della Chiesa Matrice, compresa l’aula capitolare, si conservano altre opere d’arte. Di ignoto pittore meridionale della prima metà del secolo XVII c’è una “Madonna col Bambino e Santi Antonio da Padova e Felice da Candalice” (olio su tela cm 250 x 75); di Domenico Pinca c’è una tela ovale raffigurante la “Madonna del Carmelo” (cm 325 x 200), che necessita di urgenti restauri. Ancora, di Ignoto pittore meridionale ricordiamo una “ Madonna col bambino e santi francescani” (olio su tela cm 260 x 170). È di un Ignoto pittore meridionale del secolo XVIII una “Addolorata” (olio su tela cm 69 x 62), mentre all’ambito pugliese va annoverato un olio su tela raffigurante il “Martirio di San Pietro” (cm 530 x 320).
Considerevoli sono ancora, di Diego Oronzo Bianco (Manduria 1683-1767) la “Immacolata Concezione e committente” (olio su tela 250 x 130), che reca l’iscrizione “Didacus Bianco Invent. et pinxit”; di Ignoto pittore salentino del sec. XIX “Santa Cristina da Bolsena Vergine e Martire”, olio su tela (cm 300 x 155), che reca la data “a.d. 1837”; nonché un San Francesco D’Assisi (olio su tela 136 x 81), che reca l’iscrizione “Ferd. Amendola p.”; un olio su tela (cm 69 x 62), raffigurante l’Addolorata di Ignoto pittore del secolo XVIII e una tela ovale del “Cuore di Gesù che appare a “S. Margherita Maria Alacoque”, opera del mesagnese Luigi Caracciolo.

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