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Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni

L'ORGANO

L'ORGANO
Benché già dal cinquecento si aveva notizia di strumenti musicali nella Chiesa Madre, si parlava infatti di uno splendido organo voluto da Luca Antonio Resta al tempo dell’arciprete in Mesagne (1548/1569) solo nel seicento si ha certezza della sua dimensione pari a palmi dieci e del costo di 210 ducati. Si tratta di uno strumento commissionato dal capitolo a Tommaso Mauro da Muro Leccese. Lo strumento doveva rispondere ai seguenti requisiti, prospetto in ventinove canne di stagno, bancone di noce, quattro mantici, il congegno sonoro dell’”Uccelliera”, il registro di mutazione semplice in 1/3 di piede, ed una configurazione a tasti spezzati. Quello che realizzò il Mauro non è quanto giunge ai nostri giorni, egli, infatti, grossomodo attese le richieste del Capitolo, ma nel 1793 tale Ferdinando De Simone, intervenne sull’organo in modo abbastanza radicale al punto da poter parlare di un vero e proprio rifacimento. Ed è di quest’ultimo quanto ci perviene oggi. Collocato in un pulpito pensile, entrando lungo il lato destro della navata diversi motivi decorativi in buono stato di conservazione possono apprezzarsi, fregi fogliacei e falci lunari, in colori che vanno dal verde al dorato

LA RINATA VOCE DELL'ORGANO

Non si tratta della inaugurazione ufficiale, ma del ritorno alla melodia per il «Tommaso Mauro / Ferdinando De Simone, l’organo della Chiesa Matrice di Mesagne» ora restaurato dal maestro organaro di fama internazionale, Paolo Tollari di Fossa di Concordia, che ha restituito al pregevole strumento musicale i registri originari del secolo XVIII.
Mercoledì 5 gennaio, infatti, sotto la splendida volta della chiesa matrice di Mesagne, riecheggeranno «Toccate, Arie, Canzoni e un po’ di ciaccona. Una delicata letteratura per la rinata voce dell’organo», in un concerto che, promosso dal parroco don Angelo Argentiero, vede come protagonisti il soprano Damiana Mizzi e l’organista Cosimo Prontera.
Decisamente di grande rilievo il programma. Si inizia con Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643), del quale verranno proposte: «Aria detto balletto» dal Secondo libro delle toccate, canzoni (1637) e «Toccata settima» dal Secondo libro delle toccate, canzoni (1637). Si prosegue con Orazio Giaccio (fine XVI sec-1660), del quale verrà eseguita «Peccatori su su...», una pastorale sulla ciaccona. Si passa quindi a Giovanni Salvatore (prima metà del XVII sec-1688 ca.), del quale verrà proposta la «Toccata del nono tuono naturale», tratta dal manoscritto di Napoli, S. Pietro a Majella 34. 5. 28, nonchè la «Canzona quarta, del settimo tuono naturale sopra il ballo della Bergamasca», così come pubblicata in «Ricercari, canzoni francesi, toccate... libro primo, Napoli 1641». Si passa quindi ad Antonio Vivaldi (1678 - 1741), del quale verrà eseguita la «Salve Regina, antifona per soprano e organo» («Salve Regina» andante, «Ad te clamamus» allegro, «Eia ergo» allegro, «Et Jesum» andante); quindi a Niccolò Piccinni (1728 - 1800), del quale verranno eseguiti i movimenti «Allegro», «andante» e «allegro» della «Sinfonia per organo». Chiude il concerto Leonardo Leo (1694 - 1744), del quale verrà eseguita la «Pastorale» (organo solo) e «Praebe Virgo benignas», mottetto a canto solo e organo.
Protagonisti Damiana Mizzi e Cosimo Prontera. Mizzi si è diplomata in canto con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica «N. Rota» di Monopoli, sotto la guida di Maria Grazia Pani, quindi ha seguito diverse master class e corsi di alto perfezionamento dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia. Nel 2008 ha conseguito presso il Conservatorio di Monopoli il Master di Primo Livello in Alto Perfezionamento nel Repertorio Solistico con Orchestra. Ha interpretato ruoli di protagonista in diverse opere e per i «Concerti dal Vivo» ha cantato e nella Basilica di S. Pietro, alla presenza di Benedetto XVI.
L’organista Cosimo Prontera non ha bisogno di presentazioni: è tra i maggiori studiosi europei di musica barocca. Titolare della cattedra di organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio «Gesualdo da Venosa» di Potenza è anche docente di pratica del basso continuo e organo antico nell’ambito del biennio specialistico. È il fondatore ed il direttore musicale dell’Orchestra barocca “La Confraternita de’ Musici” con la quale si esibisce in Italia e all’estero valorizzando i nostri autori dell’età barocca e tra questi, in primis, Leonardo Leo, del quale è uno tra i più accreditati studiosi.


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